Scrivere una cosa che ci fa divertire.

Eccomi qui a riflettere dopo un laboratorio di scrittura autobiografica.

Può essere qualcosa di tremendo scoprire che nella propria vita non ci sia niente che ormai ci faccia divertire, ma può anche essere considerata cosa scontata e banale la fermata davanti al foglio bianco per rispondere alla domanda scrivimi cosa ti fa divertire…un episodio, qualcosa che è accaduto realmente, un film, una barzelletta, una persona in particolare. Ecco allora che con la piccola spinta delle immagini si fanno strada. La paura iniziale che non si ha niente di divertente nella propria vita lascia spazio al formarsi di parole che aiutano a creare la risposta inattesa.

Condividere significa anche trovare

Io dico sempre che le barzellette sono cosa seria, molto seria. Devono far ridere, a volte si ride del ridicolo di chi le racconta e va bene lo stesso. Altre volte è il paradosso a spizzarci, la freddura, l’essere più o meno cinici. A me piace l’autoironia che è la Grande Verità, per me ovviamente. Avete una barzelletta da scrivere qui sotto. L’aspetto.

Ripulire…pronti, mezza, via.

Ma condividere le cose divertenti in un recente laboratorio ha ripulito l’energia del gruppo, riacceso la vitalità dopo il lavoro dei primi scritti. Uno, due, tre letture e allora si riaccendono ricordi su persone e fatti divertenti ed eccoli pronti ad essere scritti e riletti nel proprio diario personale.