Chi sono

Non è detto che quello che sai poi lo sei o lo fai.firma_luca
Nel tentativo di presentarmi nasce spontanea questa riga di parole.
E chissà quante parole ho scritto nei miei anni dedicati ad una professione che tocca vari aspetti della comunicazione. Dalle collaborazioni giornalistiche a quelle editoriali, dalla scrittura per gli altri alla scrittura di sé e per sé, non sono mancate occasioni, guadagnate o perse, per entrare in relazione con diverse persone e svariate realtà d’impresa.
Ma che cos’è poi la comunicazione?
Per me è semplicemente e difficilmente l’Ascolto. Ascolto inteso come quella tensione positiva verso l’altro, per sentirlo, percepirlo e comprenderlo. Ascolto è proprio far capire alla persona che comunica a noi che l’abbiamo compresa.
Posso dire che ad aumentare il volume di questo bagaglio, certamente arricchendolo, ma mettendolo anche a volte a dura prova, c’è stata l’esperienza dell’apparizione, più o meno improvvisa, dell’ospite che ha chiuso un’era per aprirne un’altra. La malattia a volte irrompe nello scorrere della vita in modo fulmineo e drammatico. La porta dell’incerto in quell’istante si spalanca proiettandoci nell’infinito delle possibilità, dalla fine imminente ad un possibile nuovo inizio.
Ciò che ho imparato è che nulla accade per caso. Così anche il nuovo vissuto, ispirato dal possibile dramma, mi ha portato ad esplorare le varie declinazioni dell’aiuto e le varie forme espressive che lo possono accompagnare.
L’aiuto nel mio caso serviva per sgretolare la mia corazza marmorea generata da mille timori e paure di non essere o di non diventare. Una corazza che pian piano mi aveva isolato da quello che semplicemente sono.
L’aiuto quindi per rivendicare il diritto di esistere come sono, di esprimere i miei bisogni, le mie ansie, i miei talenti. L’aiuto a scoprire, sentire ed esprimere le mie emozioni, i miei sentimenti, i miei sogni. Aiuto di cui necessitavo, aiuto che avrei potuto passare a mia volta a coloro che la vita mi avrebbe portato a incontrare.
A questo punto, o grazie a questo punto ben preciso, la scrittura ha cominciato ad avere per me un significato differente diventando uno strumento utile proprio nella relazione d’aiuto o ancor meglio nell’ascolto di sé e degli altri. La mia storia è diventata uno strumento per ascoltare il prossimo e farlo sentire compreso.
Scrittura Quantica è diventato il mio progetto per Scrivere di sé per sé come se si scrivesse agli altri. Ciò richiede lo sforzo di non lasciare nulla sullo sfondo perché dobbiamo farci capire. Ed è qui che emerge l’opportunità che si palesa scrivendo e che si realizza rileggendo quando cogliamo il risultato di ciò che sale in superficie. Le parole che prendono spazio nel nostro scritto ci svelano a volte ciò che prima era celato alla nostra consapevolezza. E’ questo il dono della scrittura.
Questa oggi è la mia Via per esprimere cosa sento, cosa sono, forse cosa vorrei essere. Scrivo per vivere, nel modo migliore.

Luca Pinzi