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Scrittura autobiografica

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LE MIE CONSIDERAZIONI SULLA SCRITTURA QUANTICAFeatured

L’atto di scrivere è una coreografia di parole che vengono fermate come ricordo sulla carta bianca che ne fa da sfondo. Le parole sono il pellegrinaggio dal dentro al fuori della verità che teniamo intima, affinché la loro completezza si formi nel nostro bene che ci colma. Il male crea il vuoto ed il niente è il male. Scrivere ci aiuta a comprendere che le nostre idee sono il passaggio dalla spersonalizzazione all’urgenza di vita come il canto dell’uccello è un volo voluttuoso dal tracciato leggero. È una relazione intima fra me e me che si approccia all’altro. È il desiderio di farsi capire sperando che l’altro comprenda quanto sia difficile il farlo. Quando due corpi si distendono fianco a fianco dialogano con l’istinto della sicurezza e dell’abbandono e non hanno bisogno di dirsi nulla come l’amore morboso che unisce la notte alla terra. Le parole sono il canto del silenzio che vortica sopra le vite e che, tumultuano fino alla dimensione del riposo che le acquieta, le riporta nel vento della memoria. Le parole sono un regno, innocente universo di alfabeti che conquistano il mondo ma che possono distruggerlo con la lama dell’ironia, dell’iracondia, della sagacia, della perfidia. Le parole sono gioco costante al quale l’uomo si avvicina appena sveglio per non smettere che alla fine dello spazio vuoto che lo distanzia dalla fine, una concessione di tregua per chi ha bisogno di sonno. Sono una necessità di una promessa che rimbalza da specchio a specchio per ricordarti chi sei e che si vive nonostante la vita e che siamo più testardi della morte. Il lessico dell’anima si muove nelle parole come, negli aurei gesti, la luce. Le parole necessarie non fanno rumore finché non verranno udite dalle orecchie che hanno spazio per accoglierle e per riportarle dentro. Le parole sono il passaggio da un’anima ad un’altra che non si disperdono nel vento come il polline degli ultimi fiori.

A cura di Paolo Fanna di Venezia

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VIVERNE L’ESPERIENZA IN 5 PAROLEFeatured

Nella recente presentazione di “La voce dell’anima” (davvero tante persone presenti, sono davvero contento) volevo in qualche modo far comprendere ai presenti cosa sia per me, nei laboratori che gestisco, la scrittura autobiografica.

COSA MEGLIO DI FARLO?

Così ho pensato di dar vita ad un esercizio di scrittura in diretta con l’ausilio di tre scrittrici, Annamaria, Rosa e Franca. Abbiamo pescato tra il gruppo di circa 250 persone presenti 5 parole: Anima, Paura, Urlo, Indifferenza e Speranza. Con queste parole le tre scrittrici hanno avuto 10 minuti per comporre il loro scritto e donarlo ai presenti. Il risultato è stato strepitoso, coinvolgente, nutriente. Grazie a loro e grazie ad un gruppo ricettivo. Nella sala le emozioni hanno avuto voce e manifestazione.

TANTE PERSONE SORPRESE

Il feedback è stata la sorpresa di tanti di riuscire a sentirsi bene pur affrontando il tema del libro, la crisi. Un bene speciale creato proprio dalla liberazione in sala di tanta voglia di condividere con fiducia,  senza paura di essere giudicati, etichettati, messi all’angolo. Ha vinto l’Anima e la sua voce non ha mancato di farsi sentire!

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SCRIVIAMO UNA COSA CHE CI DIVERTEFeatured

 

Scrivere una cosa che ci fa divertire.

Eccomi qui a riflettere dopo un laboratorio di scrittura autobiografica.

Può essere qualcosa di tremendo scoprire che nella propria vita non ci sia niente che ormai ci faccia divertire, ma può anche essere considerata cosa scontata e banale la fermata davanti al foglio bianco per rispondere alla domanda scrivimi cosa ti fa divertire…un episodio, qualcosa che è accaduto realmente, un film, una barzelletta, una persona in particolare. Ecco allora che con la piccola spinta delle immagini si fanno strada. La paura iniziale che non si ha niente di divertente nella propria vita lascia spazio al formarsi di parole che aiutano a creare la risposta inattesa.

Condividere significa anche trovare

Io dico sempre che le barzellette sono cosa seria, molto seria. Devono far ridere, a volte si ride del ridicolo di chi le racconta e va bene lo stesso. Altre volte è il paradosso a spizzarci, la freddura, l’essere più o meno cinici. A me piace l’autoironia che è la Grande Verità, per me ovviamente. Avete una barzelletta da scrivere qui sotto. L’aspetto.

Ripulire…pronti, mezza, via.

Ma condividere le cose divertenti in un recente laboratorio ha ripulito l’energia del gruppo, riacceso la vitalità dopo il lavoro dei primi scritti. Uno, due, tre letture e allora si riaccendono ricordi su persone e fatti divertenti ed eccoli pronti ad essere scritti e riletti nel proprio diario personale.

 

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L’OFFICINA LETTERARIA E’ PROPRIO COSÌFeatured

 

L’OFFICINA LETTERARIA E’ PROPRIO COSÌ

Lo abbiamo chiamato Officina Letteraria lo spazio dedicato alla scrittura della Fondazione Altre Parole. E mai termine è più azzeccato, almeno per me.

Riflettendo…

Le persone che scrivono con me portano in superficie le loro parole, le loro storie, le loro cose a volte non dette. Così né possibile la rilettura che è parte integrante da cui non si può prescindere nel laboratorio. Poi c’è il gruppo e la potenza della condivisione per specchiarsi nelle parole altrui, trovarne di nuove, dare senso con le parole degli altri ai propri scritti. Insieme per portare il proprio fardello con più leggerezza.

Nell’officina ad ognuno il proprio

Il laboratorio lavora quindi sotto la luce della consapevolezza, portando tutto nel qui e ora. Svolgerlo insieme a psicoterapeuti che fanno da supervisori o tutor è qualcosa di più che può portare nuovo aiuto a chi scrive per praticare una seconda lettura con il professionista di riferimento. Il gruppo di suo dà naturalmente sostegno a chi scrive. E’ una questione di rendere Luca al quadrato per star vicino a chi a volte disperatamente cerca l’introvabile, ma tenacemente trova l’insperato.

Buona scrittura a tutti!

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Conoscete la profondità del benessere?Featured

Si chiama Profondità del Benessere ed è alla sua terza edizione. Cos’è? Un luogo di incontro per persone che hanno nel loro destino un cammino comune e la costrizione a fermarsi per armarsi (rileggendo basterebbe togliere una lettera e diventa amarsi, la guerra e l’amore sono così vicine. Lo so, lo avranno scritto in molti…) di pazienza volta a sciogliere alcuni nodi necessariamente da sciogliere.

Ed io cosa ci facevo alla profondità del Benessere?

Persona con i suoi nodi da sciogliere e parte della famiglia di Fondazione Altre Parole che organizza questo e altri momenti in cui serve ricordare che la cura non è della malattia in senso stretto, bensì della persona in senso lato. Così eccomi a condurre un laboratorio di scrittura autobiografica dove, è giusto ribadirlo, chi insegna sono i partecipanti che trovano nelle parole scritte un modo per far emergere i loro racconti, più conosciuto o meno famosi per loro stessi.

E quindi? Com’è andata?

Emozionante, ma non c’era dubbio. Utile, penso proprio di sì. Emozionante perché il gruppo come sempre porta la ricchezza di ognuno dei suoi componenti che viene valorizzata da alcune scelte “esercizi” che ci possono accompagnare nella pesca delle parole giuste per quel momento. E’ stato detto, mamma mia quanto abbiamo lavorato. Ma poi da qualcuno è arrivato anche un ritorno su come quel lavorare, in alcune vie iniziatiche viene detto sgrossare la pietra, poi ci sente più leggeri. Pensate al cubo di marmo che affronta l’artista, sicuramente dopo settimane di lavoro sarà una bellissima opera d’arte, che peserà meno, per la quale c’è voluto lavoro, impegno, ma anche sogno e ascolto.

PER ME? GRAZIE A TE! A VOI!

Per me è stata emozione. Il corpo ha risposto. Non sono mancati brividi e tremolii per dire che le energie stavano compiendo il loro corso. Quindi grazie a tutti.

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COELHO E SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA 4 DI 4Featured

Comincio la lettura de La Spia di Paolo Coelho, edito da La nave di Teseo e subito incontro qualche buon spunto di scrittura autobiografica. Ecco il quarto di quattro.

…I ricordi prevalgono sempre. E, con essi, sopraggiungono demoni ben più spaventosi della Malinconia: i rimorsi, gli unici compagni con i quali divido questa cella, tranne quando le suore decidono di venire a scambiare qualche parola con me…

 

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COELHO E SCRITTURA AUTOBIOGRAFICA 3 DI 4Featured

Comincio la lettura de La Spia di Paolo Coelho, edito da La nave di Teseo e subito incontro qualche buon spunto di scrittura autobiografica. Ecco il terzo di quattro.

…I ricordi portano con sè un demone chiamato “Malinconia”. Oh, è un demone crudele, al quale non riesco a sfuggire. Udire una prigioniera che canta. Ricevere una lettera da un ammiratore che non mi ha mai offerto nè rose nè gelsomini; ripensare ad un momento vissuto in una certa città, una scena che all’epoca mi è passata inosservata e che adesso è tutto ciò che mi resta di questo o quel paese dove ho soggiornato…