Il bisogno di tenere tutto sotto controllo

si trasforma silenzioso in un’ossessione.

Ad un certo punto non è più possibile tirare i fili

a quei presunti burattini.

La stanza dei bottoni pian piano si riempie e presto

non ha più posto.

I nuovi bottoni non sono più alla portata.

La  disperazione ti assale perché continui a provarci affinchè nulla sfugga,

nulla si evolvi, nulla diventi grande

E allora sei costretto a manipolare, plagiare, ostacolare per tentare di dare

nuovo vigore al tuo piano.

E’ l’inizio della fine.

Cresce veloce il disagio per non essere in grado, per essere andato oltre, per aver giocato sporco, perché quella stanza è sempre più una prigione.

Il sacrificio della tua libertà nulla è valso,

ma non è detto che tu te ne renda conto

Con l’ultimo fiato in gola cerchi l’accusa disperata

e la indirizzi all’altro, al mondo, al fato.

Sei ormai proiettato fuori e tu non ci sei più.

Quella prigione presto diventerà oblio.